Il Vino per la Santa Messa

Oggi vi parleremo del Vino per la Santa Messa: scopriremo la storia del suo significato e molte altre informazioni.

Il vino è già rappresentato nel primo miracolo compiuto da Gesù alle nozze di Cana, narrato Nuovo Testamento: la trasformazione dell'acqua in vino.

Ma il vero e proprio fulcro della simbologia del Vino che viene utilizzato durante la Santa Messa riguarda quanto avvenuto nell’Ultima Cena, durante la quale Gesù istituisce l’Eucaristia. Dal Vangelo secondo Matteo (26, 27-28): “Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati»”.

Secondo il dogma della transustanziazione (dal latino trans-substantiatio: il cambiamento, appunto, della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo), la consacrazione del vino che avviene durante l’Eucarestia non è un “simbolo”, bensì la reale trasformazione del vino nel sangue di Cristo versato sulla Croce per salvarci dal peccato.

La simbologia, dunque, non risiede nella consacrazione del Vino per la Santa Messa, quanto piuttosto nella rappresentazione di Gesù nella vite (già nel Vecchio Testamento la vite rappresenta benessere e fecondità). Infatti, dal Vangelo secondo Giovanni, Cristo è la vite, fonte certa di vita. I credenti sono i tralci che, vivendo uniti (in comunione) con Cristo, godono della sua linfa vitale e possono creare buoni frutti (cfr.Gv15,1-7).

A sua volta, il vino è un dono del Signore per la gioia degli uomini (cfr.Sir31,2). Dio stesso dona il vino che allieta il cuore (Sal 104,15); agli assetati offre, senza chiedere denaro, non solo acqua ma anche vino (cfr.Is55,1). Dunque, il vino è simbolo della benedizione e della predilezione di Nostro Signore.

Cos’ha di speciale il Vino per la Santa Messa e chi lo produce?

Il Vino per la Santa Messa non è un semplice vino. La maggior parte dei vini presenti in commercio vengono prodotti con l’aggiunta di altre sostanze atte ad migliorarne la conservazione (come i solfiti che hanno proprietà antiossidanti e antisettiche), altre che servono a far salire il grado alcolico (perlopiù lieviti), altre che al contrario bloccano la fermentazione del vino (acido ascorbico) e altri additivi e/o conservanti. Chi produce il Vino per la Santa Messa invece deve obbedire ai dettami del Codice di Diritto canonico, secondo il quale: “Il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato”. , nonché il regolamento CE 1622/200.

Tra i produttori troviamo in genere conventi o istituzioni religiose, ma esistono anche produttori laici autorizzati dalla curia. Tale autorizzazione viene rilasciata a seguito di rigidi controlli e accurate analisi chimica del vino per testarne la “purezza” da altre sostanze. L’autorizzazione, viene rinnovata ogni due anni e i controlli effettuati ogni qualvolta si procede alla produzione.

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Mamre è un vino liquoroso ottenuto dalla fermentazione naturale dell’uva, secondo i parametri dettati dal Codice di Diritto Canonico derivato dal Pio-Benedettino del 1917 e rinnovato nel 1983 da Giovanni Paolo II, nonché dai regolamenti della comunità Europea. Il vino Mamre è prodotto con uva pura, soggetto al controllo della curia di Marsala. L’autorizzazione vescovile per la produzione del Vino per la Santa Messa Mamre, di colore rosso per simboleggiare il Sangue di Cristo è rinnovata ogni due anni. Ha una gradazione alcolica del 16%, un sapore dolce.

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